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21.09 2015

Scoliosi? Parliamone


Il termine scoliosi è uno dei termini più frequenti e di uso comune quando si parla di alterazioni della colonna vertebrale; molto spesso con questa parola si identificano impropriamente stati e posizioni (posture) del tronco che, in realtà, non sono la manifestazione fisica della scoliosi. Due degli errori più comuni, come mi è già capitato più volte di verificare e che riscontro in molte persone ancora oggi, è confondere la scoliosi con l'ipercifosi dorsale, ovvero l'aumento della curvatura "in avanti" del tratto superiore del busto con conseguente "chiusura" anteriore delle spalle oppure scambiarla per un atteggiamento scoliotico (l'atteggiamento scoliotico assomiglia alla scoliosi propriamente detta, ma non ha rotazione vertebrale ed è più facilmente correggibile).

Seppur la scoliosi si possa associare ad un ipercifosi, ritengo che la cosa migliore da fare in questo caso è leggere la definizione della scoliosi propriamente detta per come è, e cioè: deviazione laterale permanente della colonna vertebrale con torsione, associata alla rotazione dei corpi vertebrali rispetto all'asse verticale; questa rotazione porta con sè la deformazione dei corpi vertebrali, dei dischi intervertebrali e alla retrazione (accorciamento) muscolo-legamentosa.

Quest'ultima, la retrazione muscolo-legamentosa, potrebbe essere vista anche come una possibile causa. In sostanza, visivamente, la scoliosi appare come puoi vedere in foto e si modifica a seconda del grado angolare che acquisisce con il passare del tempo; una caratteristica che evidenzia il caso di scoliosi è la formazione dei "gibbi" laterali (il gibbo è una curvatura o arrotondamento sporgente) che, in base alla gravità della patologia, assumono grandezze diverse.

Se adesso ti è più chiaro il significato di scoliosi, prova insieme a me a dare un significato a tale patologia muscolo-scheletrica; se ragionassimo come il corpo umano è abituato a fare, capiremmo che questo spostamento vertebrale, certamente disfunzionale dal punto di vista motorio, non è altro che un tentativo che il sistema mette in atto per sfuggire ad un problema che ha e che non è riuscito a risolvere diversamente.

Ti ricordo che il gestore del sistema tonico posturale è il sistema nervoso, il quale, secondo progettazione "naturale", è stato costruito per operare a garanzia di sopravvivenza, rispettando quelle semplici regole del comfort, del non dolore e del basso consumo di energia. Per questo motivo è importantissimo lavorare con piani rieducativi posturali sulle scoliosi già in età giovane, quando le probabilità di recupero della persona sono favorite dalla genericamente miglior elasticità dei tessuti; con ciò non voglio dire che se non si lavora subito si deve gettare la spugna perché, seppur oltre i 18/20 anni le possibilità di recupero (dei gradi di torsione) si riducono notevolmente, un programma ben strutturato farà si che la qualità della vita migliori nonostante le difficoltà e i dolori che la problematica porta con sé.

Chi ha una scoliosi importante sa bene di cosa sto parlando: problematiche respiratorie, cardio-circolatorie, modifiche posturali riflesse ad arti inferiori e superiori, disallineamento dell'asse masticatoria, emicranie, gli intuibili problemi di schiena e così via.

Le modalità di intervento sono molteplici e personalmente ritengo alcune più efficaci di altre, sempre valutando il grado di gravità che si pone volta per volta; ricorda che ognuno di noi ha un proprio vissuto e, seppur definiamo una problematica con un nome comune a più persone, ognuno deve essere valutato e indirizzato ad un lavoro consono allo stato in cui si trova e per l'appunto alla storia che porta con sé.

Ai giorni nostri i busti correttivi sono, a mio parere, da considerare obsoleti e vanno limitati il più possibile fino ad arrivare un giorno a riporli tutti nel museo di "Storia della Rieducazione"; gli interventi chirurgici di artròdesi (immobilizzazione dell'articolazione con posizionamento della stessa nella condizione funzionalmente migliore) li ritengo, nei casi in cui la problematica comporti seri problemi motori o agli organi interni in seguito a compressioni eccessive, una valida soluzione che deve essere sempre accompagnata a una costante attività posturale non invasiva prima e dopo l'intervento; sconsiglio vivamente interventi chirurgici "preventivi" con l'obiettivo di mantenere la schiena diritta, in quanto il risultato che ne emerge non è altro che un blocco della colonna vertebrale con conseguenti problematiche. Il nostro corpo è fatto per muoversi e bloccarlo come tentativo di prevenzione verso qualsiasi cosa lo ritengo controintuitivo oltreché controproducente. Se è vero che il sistema nervoso ha trovato nella rotazione delle vertebre una soluzione ad un problema che ha reputato sul momento più rischioso per la sua sopravvivenza, non vedo il motivo di bloccarlo nel suo lavoro, ma ritengo più efficace stabilire quale sia il metodo di ricerca e di rieducazione conservativa migliore per scoprire quali sono le motivazioni di tale dismorfismo e di tale scelta (del SN) e quale sia la stimolazione corretta per reinsegnare all'organismo l'attività muscolare per mantenersi nella condizione più opportuna.

Su queste righe ti lascio riflettere, ascolta cosa ti dice il cuore e dai forza a quella parte di te che non si arrende; che tu lo faccia per te stessa/o, per tua/o figlia/o o per un amica/o l'importante è operare nel modo che ritieni giusto ma aggiungo, avvalendoti di quelle conoscenze che puoi solo acquisire mettendoti alla prova sperimentando con buon senso ed entusiasmo.

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