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14.05 2015

Nutrire l'Atleta


Come laureato in Scienze Motorie non mi voglio esimere dal sostenere quanto l'aspetto nutrizionale sia di essenziale importanza al fine di ottenere una prestazione ottimale. Ciò di cui ci nutriamo è ciò che siamo; le molecole componenti il cibo, attraverso processi chimico-fisici, diventano parte e struttura del nostro corpo, nonché energia e sostanza per ogni nostra funzione. Chi fa sport con attenzione ad ogni livello e in ogni disciplina, sa bene quanto sia importante calibrare al meglio la distribuzione dei pasti e delle calorie, quando favorire il carico di glicogeno, come garantirsi il giusto apporto proteico e così via.

Parere mio però è che molte convinzioni in tal proposito, non sono sostenute da una visione più globale e completa del sistema uomo, portando sia gli atleti che i loro preparatori o nutrizionisti a scorrette e poco efficaci strategie nutrizionali. In questo articolo non approfondirò tutte le tematiche per ovvi motivi di prolissità, ma voglio darti alcuni strumenti per iniziare, sempre che tu non l'abbia già fatto, ad associare nel giusto modo l'alimentazione allo sport.

Quando si parla di nutrizione, molto spesso si tende ad usare il classico approccio riduzionista, ovvero quella modalità di intervento che porta la persona a pensare all'apporto dei nutrienti come una mera equazione matematica: "se in tal alimento è presente una quantità x di vitamina e quella stessa vitamina è associata a una data funzione, allora per ottimizzare tale funzione dovrò assumere una maggiore quantità di quel particolare alimento (o peggio ancora integratore)". Alla luce di quanto oggi sappiamo in fatto di alimentazione e soprattutto di come il nostro organismo e le sue prestazioni siano il risultato di una serie di innumerevoli, sequenziali, quanto coordinate reazioni, posso affermare che questa modalità di intervento sia obsoleta quanto dannosa. Applicare la regola matematica della proprietà transitiva in ambito nutrizionale, può portare ad errori grossolani come ad esempio, pensare che nutrirsi di carne o di uova sia il modo più semplice e corretto per ottenere il migliore apporto di proteine possibili (la carne come le uova, sono storicamente associate alle proteine per il loro contenuto proteico in termini percentuali); essendo poi, le proteine associate a loro volta ai muscoli, si corre il rischio di credere che la carne sia davvero essenziale per accentuare o mantenere un buon stato muscolare

  • carne = proteine
  • proteine = muscoli
  • RISULTATO mangio carne mi vengono i muscoli.

Fortunatamente non è così e non lo sarà MAI!!!

Al contrario gli effetti metabolici del consumo di carne sono tutt'altro che benefici; i metaboliti ottenuti dallo smantellamento delle proteine vanno a carico di fegato e reni, i quali rappresentano nel corpo due importanti organi emuntori (nel fegato si trasforma l'ammoniaca in urea). Il fegato inoltre, tra le sue tante funzioni, produce glucosio dal glicogeno, dall'acido lattico, dal glicerolo e da alcuni amminoacidi; la sua capacità di riconvertire alcune molecole in glucosio è uno degli aspetti assolutamente essenziali per l'atleta. A questo punto potresti chiederti: che differenza c'è tra le proteine di origine animale e quelle di origine vegetale nel sovraccarico epatico e renale? Dal punto di vista biologico nessuna (spiegherò in un altro approfondimento questo tema).

La sostanziale differenza sta nel fatto che, per non superare la soglia proteica entro la quale è bene stare, mentre con alimenti vegetali ben ripartiti tra frutta, verdura, cereali integrali e legumi si possono garantire anche tutti gli altri macro e micro nutrienti, oltreché acqua e fibra, necessari per l'ottenimento di più soddisfacenti prestazioni, con cibi di origine animale è spesso impossibile riuscire contemporaneamente a rispettare le stesse soglie e proporzioni, fornendo lo stesso quantitativo di vitamine, minerali, carboidrati complessi e tutte le altre fonti nutritive di cui lo sportivo ha bisogno; da valutare anche che nelle carni e nei cibi di origine animale va aggiunta una notevole presenza di grassi saturi che, seppur utili in piccole quantità, sono molecole pesanti e di più complesso smaltimento. Adesso ti racconto un aneddoto interessante: nel mio paese esisteva un signore con un più o meno grave disturbo del comportamento; un giorno mi capitò di parlare di alimentazione con una sua nipote che di mestiere è medico. La dottoressa era perfettamente al corrente di quale fosse la mia scelta alimentare e proprio in quella occasione mi volle confidare un pensiero che suo zio le aveva da sempre condiviso e che anche lei sentiva essere veritiero, ovvero: "mangiare carne con l'ambizione di fortificare il proprio corpo è come fare il muratore e credere che per fare una casa forte e resistente si possano usare mattoni vecchi e distrutti" alla quale aggiungo "...e senza pericoli". In questa frase ci sentii subito l'espressione di una profonda saggezza, la quale mi aiutò a riflettere su quanto sia inutile portare avanti convinzioni nate in passato da chissà quale necessità (la scarsità di cibo, il ruolo sociale, ..), quando l'evidenza ci resta costantemente davanti agli occhi.

Per uno sportivo, qualsiasi sia la sua disciplina (resistenza, forza, destrezza,..), è importante sapere che con un alimentazione basata su cibi vegetali integrali, freschi e di stagione, si possono ottenere grandi risultati, sia subito che nel tempo. Un corpo nutrito di cibi ad alto impatto nutrizionale avrà certamente la capacità di tamponare con maggior efficacia gli effetti usuranti che l'attività fisica allenante produce con l'andare del tempo; mi riferisco all'ossidazione cellulare (radicali liberi), all'acidificazione dei tessuti, ai danni articolari procurati dalle costanti sollecitazioni e così via.

Non vi è nessun rischio di indebolimento fisico, ma al contrario si potranno riscontrare notevoli cambiamenti prestazionali e di benessere; la mia personale esperienza in qualità di ex-atleta agonista lo conferma a pieno titolo; ho potuto sperimentare quanto sia efficace e immediato il beneficio dell'alimentazione esclusivamente vegetale in termini di performance, di prevenzione infortuni, di recupero dall'affaticamento muscolare (più alta velocità di captazione del lattato e del suo metabolismo), maggior resistenza aerobica e maggior flessibilità articolare. Per concludere questo spazio dedicato a nutrizione e sport, riporto alcuni esempi di coloro che si sono distinti per aver raggiunto traguardi prestigiosi ad alti livelli:

  • Dave Scott Triathlon - Iron Man
  • Edwin Moses 400 metri a ostacoli
  • Walter "Killer" Kowalski Wrestling/Catch
  • Martina Navratilova Tennis
  • Carl Lewis Salto in lungo e velocità
  • Scott Jurek Ultra running (maratone tra le 50 e 100 miglia)
  • Elias Broms e i "VeganRunner Maratona
  • Andreas Cahling Body building
  • Billie Jean King Tennis
  • Debbi Lawrence Maratona
  • Desmond Howard Football americano
  • Paavo Nurmi Corsa
  • Laura Cavalluzzi Nazionale Italiana Beach Volley
  • Marco Olmo Ultra Maratona
  • Gianluca Vialli Calciatore
  • Timothy Bradley Pugile
  • Frank Medrano Personal Trainer

e la lista non sarebbe finita!!!
Se vuoi veramente sapere dove sta la verità, la tua personale verità, ti incentivo a provare, a non lasciare tutto all'opinione teorica di altri, compresa la mia; immagina di essere un avventuriero che vuole scoprire nuovi angoli di mondo, con l'entusiasmo di un bambino e la determinazione di chi non vuole rimanere schiavo e poi vittima della propria ignoranza!! Usa il buon senso, evita inizialmente il fai da te e buona avventura

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