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01.12 2014

Muscoli in Catene


Con questo articolo, vorrei riuscire a spiegarti meglio cosa si intende definire con il concetto di catena muscolare o catena cinetica. Oggi giorno, molti operatori del settore hanno metabolizzato pienamente questo concetto, il quale, a ragion veduta, trasforma la "tradizionale" visione analitica in una visione più completa e rispettosa del reale e fisiologico funzionamento umano, ovvero la visione globale.

Devi sapere che quando si definisce l'approccio globale, si sta definendo una modalità osservativa e di intervento che tiene conto di quei molteplici fattori, tutti quanti integrati e in stretta relazione, che sono l'espressione apparente e non apparente dello stato delle cose e quindi della vita, e di tutti quei meccanismi siano essi fisici, chimici, mentali e/o energetici che, interagendo, ne garantiscono la corretta funzione.

Entrando nel merito della Posturologia e di tutte quelle discipline che si occupano di postura, di benessere fisico e di sport, e che focalizzano la propria attenzione in particolare sullo stato muscolare e sulle possibili ripercussioni che esso stesso ha sulla salute e sulla performance sportiva, non si può ormai omettere l'importanza che ricopre la consapevolezza dell'esistenza delle catene muscolari nella formulazione dei programmi di allenamento e nella scelta delle strategie rieducative.

Per molti ormai è dato sapere che i muscoli non hanno una funzione limitata alla propria origine e alla propria funzione, ma sono parte di un'orchestra che, nell'insieme, esprime musiche e sinfonie, ma che può stonare e apparire disarmonica, ogni qualvolta che, anche un suo unico elemento, non si integri a perfezione con il resto dei componenti. Come ben saprai, ogni orchestra ha bisogno di un suo maestro per poter essere guidata durante ogni concerto, e nel caso dei nostri muscoli questo maestro è rappresentato dal Sistema Nervoso (SN) che, attraverso le informazioni di cui può disporre e che sappiamo gli vengono fornite dal sistema percettivo/sensoriale, traduce e trasforma le comunicazioni in movimento e gestisce gli stati di equilibrio sia nella fase statica che in quella dinamica, calibrando le tensioni di ogni singolo muscolo, affinché possa garantire il completo espletamento delle funzioni, rispettando inoltre, quelle regole di sopravvivenza di sua specifica competenza quali: l'assenza del dolore, il basso consumo e lo stato di comfort.

Se osservi un atlante di anatomia, noterai che ogni muscolo ha la possibilità di prolungare la propria azione grazie ai punti di origine/inserzione di due o più altri muscoli che siano ad esso contigui o embricati (le tegole di un tetto sono generalmente embricate); questo sistema di muscoli embricati fa sì che ci sia un'interazione muscolare, configurata appunto attraverso il termine "catena muscolare", che ci dà certezza nell'affermare quanto il lavoro di un singolo componente della catena stessa abbia ripercussioni più o meno evidenti su tutte le restanti parti del complesso.

Ti faccio un esempio: immagina un muscolo come se fosse l'anello di una catena elastica (in quanto il tessuto muscolare è elastico) composta di altri muscoli, e quindi di altri anelli; adesso con il dito indice sinistro infili l'anello che sta all'inizio della catena e con l'indice destro infili l'anello che sta al capo del lato opposto e la disponi per tutta la sua lunghezza; infine con il dito sinistro rimani fermo, mentre con il destro fai una forza in direzione opposta alla posizione del dito che sta fermo e noterai che per poterti permettere lo spostamento nello spazio, ogni anello, compreso l'ultimo (cioè quello legato all'indice sinistro), dovrà in qualche modo modificarsi e alterare il proprio stato per far sì che lo spostamento possa avvenire. Spero con questo semplice e forse un po' banale esempio, di averti dato la corretta immagine di come possa funzionare il sistema muscolare all'interno del tuo corpo, sapendo di avere omesso la presenza di un tessuto importantissimo e che, ancor di più, può spiegare tale meccanismo, il cui nome è tessuto connettivo; di lui e delle sue funzioni scriverò a parte, in quanto necessita di un minimo di attenzione e il suo ruolo chiave andrebbe sviluppato meglio in uno spazio dedicato. Alla luce di quanto detto, la ricerca delle cause di un problema a carattere osteo-articolare è ancor di più valorizzata come strategia risolutiva perché, sapendo dell'intima relazione che esiste tra i tessuti e tra i singoli muscoli, ogni stimolo che il corpo riceve, in un area piuttosto che in un'altra, si rifletterà e andrà a modificare positivamente quegli squilibri o quelle funzioni alterate che sono responsabili delle condizioni dolorose, ovunque esse siano, in cui l'organismo si trova.

 

Imparare a ragionare in termini globali ci mette in una posizione di vantaggio rispetto a molte problematiche muscolo-articolari che, non essendo originate da traumi diretti, possono non essere apparentemente di facile risoluzione e che trovano ahimè, troppo comunemente, un rimedio momentaneo nell'assunzione di prodotti farmacologici e nei più sventurati casi in interventi chirurgici non sempre necessari. Le soluzioni ci sono, si trovano a volte nelle particolarità e nelle pieghe più nascoste, a cui spesso, per errore, non si dà la giusta importanza, vuoi perché non si è capaci di associare gli effetti con le cause, vuoi perché non si sa bene come intervenire quando le si riconosce, vuoi perché non si è capaci di farle emergere e ancor di più perché una volta emerse non si è pronti ad accettarle, MA CI SONO!!!

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