Tieniti aggiornato sui miei

Home > Blog

30.11 2016

La sensibilità ti rende forte


Ho riscontrato la necessità di dedicare alcune righe al tema della sensibilità perché mi sono imbattuto spesso in una confusione determinante. La sensibilità per molti è sinonimo di fragilità o delicatezza e questo naturalmente è fuorviante, soprattutto quando si tratta di corpo umano e di salute. Se vogliamo, anche le macchine possono essere più o meno sensibili: hai mai provato a schiacciare l'acceleratore di una Ferrari o quella di un utilitaria? Che differenza esiste nella risposta a parità di pressione del piede? Potrai immaginarlo....ma torniamo a noi. In molteplici situazioni ho potuto apprezzare come le persone si riconoscono deboli o fragili alla presenza di un sintomo doloroso o di un'avversione verso qualcosa (cibi), ma ancor di più ho visto persone giudicare altre persone in quel modo perché manifestavano tali reazioni. Purtroppo questo approccio porta ad un analisi il più delle volte scorretta e con il tempo permette al sistema di perdere la propria intrinseca capacità di autodifesa. Vediamo meglio!!

Il corpo umano come sappiamo possiede una fittissima e variegata rete recettoriale/sensoriale attraverso la quale si relaziona con l'ambiente e genera risposte finalizzate alla sopravvivenza. La nostra sensibilità quindi è in relazione alla capacità di funzionamento di tutto il sistema recettoriale; ma non solo. Va considerato che dalla ricezione del segnale alla risposta finale, qualunque essa sia (motoria, viscerale, mentale, emozionale, ecc.), vi è tutto un lavoro di trasmissione ed elaborazione dati a carico del sistema nervoso. Quindi, quando sentiamo reazioni avverse e/o dolorose per uno stimolo che abbiamo dato al nostro sistema organico complesso (corpo/mente) e non vi sono spiegazioni patologiche particolari, non dobbiamo inizialmente pensare ad una debolezza o ad un deperimento in corso, ma dobbiamo sapere che le reazioni avvengono per aiutarci a distinguere ciò che è per noi buono da ciò che invece ci fa male.....dobbiamo sopravvivere in un ambiente per lo più avverso alla nostra evoluzione (forse è anche per questo che, inconsapevolmente, siamo così ostili nei confronti dell'ambiente, riflettiamo). Di certo aumentare il nostro grado di sensibilità ci rende più autonomi e al sicuro dai pericoli.

Ciò che mi rende dubbioso rispetto a questo semplice quanto intuitivo concetto è il fatto che sempre più spesso capita di confrontarmi con persone che, per stili di vita logoranti, hanno perso la loro capacità ricettiva e si sentono immuni dai pericoli e addirittura al di sopra dei rischi ai quali sono esposti (voglio precisare che per costoro è ignaro il fatto che abbiano ridotto la funzione di salvaguardia). Per un "destino vigliacco e codardo" però, sono i soggetti più fragili e i più in pericolo; vanno tutelati.

Porto qualche esempio:

  • il fatto che non senti più male al collo nel muoverlo senza aver mai lavorato su quel problema, può voler dire che hai perso parte del movimento.
  • Se non senti più girare la testa quando bevi un bicchiere di vino (alcool), non vuol dire che non ti faccia male al fegato; il corpo sta lavorando di più per limitare gli effetti collaterali immediati, inibendo di conseguenza i segnali di pericolo.
  • Se non senti male alla caviglia perché stai zoppicando, non potrai sostenere che quella è la camminata più funzionale ed ergonomica in assoluto, ma che è un atteggiamento momentaneo contro il dolore.
  • Se bevi latte vaccino senza dover più correre in toelette, non vuol significare che ti faccia bene. Può voler dire che l'infiammazione sia andata a carico di qualche altro tessuto o organo.
  • Se non provi più il senso di ribellione nell'assistere ad un'ingiustizia è perché ti ci sei abituato, ma resta il fatto che ciò a cui stai partecipando è ingiusto.
  • Ecc.

Il corpo come la mente trova sempre il modo di non soffrire, ma a discapito della nostra sensibilità. Molti casi si riscontrano nella popolazione di persone che, perseverando in abitudini scorrette, si ritrovano oggi a non differenziare più uno stimolo benevolo da uno malevolo. Un mondo di insensibili non autosufficienti è direzionato verso l'auto distruzione, ma prima che si determi l'auto distruzione ci sarà qualcuno che si beerà di tale stato. Confondere il concetto di sensibilità con fragilità o debolezza è una delle cose più brutte che ci possa succedere, soprattutto in una cultura dove sentirsi fragili o deboli è motivo di isolamento e di giudizio. Nessuno si vuole sentire solo e così neanche debole o giudicato tale, ma ancora più assurso sarebbe soffocare quell'unico strumento che ci può rendere liberi e sicuri della nostre scelte confondendolo con ciò che non è. Qualora mai, ci fosse stato qualcuno che subdolamente ti ha fatto intendere che la tua sensibilità non è degna di importanza, sei incaricato di rimettere in discussione tutto quanto da quel momento in poi hai scelto di fare.

Nello sport per esempio, i più forti sono i più sensibili!!! Il più forte calciatore al mondo è colui che sa, grazie alla sua capacità di ricezione, traduzione e risposta, indirizzare il pallone nella direzione giusta, valutando il dafarsi nel minor tempo possibile. Così anche per il miglior cestista, il miglior pallavolista, il miglior ballerino e via dicendo. Avere la sensibilità di percepire il corpo nello spazio, il suo movimento, il suo equilibrio e saperne di questo crearne risposte efficaci per il raggiungimento dell'obiettivo, qualsiasi esso sia, è il frutto del buon funzionamento del sistema. Pertanto maggiore sarà la tua sensibilità, maggiore sarà la tua forza.

Coltivala, utilizzala e vivrai dei suoi benefici.

Commenti

Contattami ora
e dimmi cosa
posso fare
per te!

@ Contattami ora!






Acconsento al trattamento dei miei dati personali e dichiaro di aver preso visione del testo sul trattamento dei dati.

Master Veganic Interessato? Vieni a scoprire di cosa si tratta.

Dove Opero

> <
  • Studio Riefoli
    via Desenzano 8,
    20146 Milano (MM1 Gambara)
  • Associazione Coscienza e Salute
    Via Desenzano 8, Milano

    Docente corsi di Pancafit group
    (orari: lunedi 18,30-19,30 e giovedì 19-20)
  • Circolo dell'Amicizia
    Via Fernando Santi 8, Milano

    Docente corsi di Educazione Posturale Globale
    (orari Venerdi dalle 10 alle 11)
  • Accademia Ayurvedica
    Via Gramsci 10, Novi Ligure

    Docente corsi di Educazione Posturale Globale
    (orari Mercoledi 17-18 e 18,45-20,00)
  • Circolo Culturale G3,
    Novi Ligure

    Docente corso di Educazione Posturale Globale
    (orari Mercoledi 11-12)
  • Via Gramsci 10, Novi Ligure
    Accademia Ayurvedica
  • Via Fernando Santi 8, Milano
    Circolo dell'Amicizia
  • Centro Ouroboros,
    Via Renata Bianchi 36, Genova

    Docente corso Educazione Posturale Globale

Vivere sani è un diritto!

è giusto ed è un obiettivo da raggiungere.

Contattami ora !

Seguimi su